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E' un rapace diurno della
famiglia degli accipitridi. Lungo circa 53 centimetri;
ambedue i sessi sono simili allo sparviero ma hanno dimensioni maggiori. La
femmina, come negli sparvieri, è molto più grossa del maschio. È uno dei rapaci
più aggressivi e potenti che si conoscano: riesce ad
uccidere con i potenti artigli uccelli grandi come una cornacchia, ma caccia
anche scoiattoli e altri mammiferi (come piccoli o adulti vecchi o indeboliti di
lepre). Una volta ghermita la preda, l'astore vola al riparo e qui, a terra,
comincia la meticolosa operazione di spiumatura. Di
solito si vede in boschi e foreste mentre sfreccia tra gli alberi inseguendo gli
uccelli: l'eccezionale abilità nel muoversi all'interno del bosco
è dovuta alla forma delle ali con la punta molto
arrotondata e alla coda lunga che funge da preciso timone direzionale che lo
favoriscono negli agguati e negli inseguimenti. Nidifica di preferenza alla
biforcazione di due grossi rami, oppure riutilizza, dopo averli riadattati, nidi
abbandonati di corvi e poiane; Età della
prima nidificazione, di solito 2-3 anni,
depone tre-sei uova dal guscio bianco-verdino che
vengono covate per 35-37 giorni. Come lo
sparviere, è un migratore parziale: ovvero gli
esemplari che vivono più a nord e i più giovani possono scendere un pò più a sud
a svernare alla ricerca di cibo più abbondante, mentre quelli che vivono nelle
zone meno fredde o più basse restano in zona tutto
l'anno. Maschi e femmine, che vivono isolati da
Luglio a Gennaio, si riuniscono nello stesso territorio a Febbraio, l'unico
periodo in cui è possibile vederli volare ad alta quota.
L'astore è il più fantomatico tra i rapaci diurni e
attualmente anche una delle specie più rare. Probabilmente è l'uccello da
preda che più "gode" di cattiva fama presso coloro
che allevano colombi, pollame e simili; al contrario risulta ambito da
falconieri. Il maggior pericolo per questo uccello è
come sempre l'uomo, che spesso lo uccide illegalmente; malgrado ciò il rapace
sta riconquistando territori da cui era scomparso e sta incrementandosi
numericamente in molte località.
Ricerche di Mario
Cosciotti
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