Classe: Mammiferi
Famiglia: Suini
(SUS SCROFA)
Il cinghiale, alto alla spalla 0,80
lungo 1,50 metri, può raggiungere il peso di 180 kg. Le zampe sono corte e
sottili, la testa è allungata con occhi piccoli e orecchie grandi; la vista è
poco acuta, ma l'olfatto e l'udito sono molto sviluppati.
La pelle è rivestita di setole sparse e solo
d’inverno da peli corti e setole lunghe e fitte. Sulla nuca si trova una
criniera e la coda è stretta e pendula. Grazie alla sua struttura corporea ed
alla spessa pelle che lo protegge, il cinghiale può penetrare nelle macchie
più fitte dove altri animali non potrebbero passare. Il branco è solito, dopo
essersi cibato, recarsi verso uno stagno o una pozzanghera dove tutti i
componenti si rotolano a lungo nel fango per
liberarsi dai parassiti. Il cinghiale di preferenza vive
in foreste caducifoglie, le zampe hanno due
dita per ogni piede, poggianti in terra con due zoccoli. A volte nell'orma si
possono individuare le tracce degli speroni (le dita laterali). I maschi
adulti hanno quattro zanne prominenti corrispondenti ai canini che sono molto
sviluppati con una lunghezza anche di 12 cm; sporgenti, incurvati e molto
affilati vengono usati come arma di difesa nelle
situazioni di pericolo; nelle femmine questi denti sono meno sviluppati. Il
cinghiale nel passato è sempre stato presente nell'Appennino, dove trova il
suo habitat ideale nelle foreste di faggio e boscaglie di querce e
caducifoglie in genere. I cinghiali vivono
solitari o in piccoli gruppi, il maschio solengo
conduce vita solitaria e solo raramente accetta la
compagnia di qualche altro, i maschi restano separati dai branchi delle
femmine e dai piccoli eccetto durante il periodo degli amori, da dicembre a
gennaio, quando i maschi maturi, di età superiore ai 2 anni, si combattono per
accedere alle femmine. I combattimenti si svolgono per mezzo di "spallate" e
colpi di zanne inflitti, vicendevolmente, sui corpi affiancati testa-coda. I
piccoli hanno sul mantello fulvo delle evidenti strisce color crema per meglio
mimetizzarsi nella vegetazione; poppano per 15-20 giorni, per poi lasciare la
tana e iniziare a brucare. I cinghialini
acquistano l’aspetto adulto durante il primo anno di vita e trascorrono 1-2
anni nel branco di femmine con la madre.
Successivamente i maschi si allontanano, mentre le
femmine restano nel branco in cui sono nate. In inverno restano attivi e in
cerca di zone assolate e calde. Le femmine hanno sei paia di mammelle e hanno
di norma un solo parto all’ anno. Dopo l’accoppiamento
la gestazione si protrae per 16-18 settimane e nell’imminenza del parto
che avviene a primavera inizio estate, la femmina si ritira in un area
isolata, costruisce una tana nel terreno e la ricopre con sostanze vegetali. I
piccoli nascono a febbraio-marzo in numero di 3-7; Dopo il
parto la femmina per due settimane rimane nel covo insieme ai cuccioli.
Il periodo dell’ allattamento dura fino a tre mesi,
in caso di pericolo la madre li difende accanitamente diventando addirittura
feroce;dopo tre mesi i cinghialetti perdono il
pelo striato, mentre la completa emancipazione si ha nella primavera
successiva.
Si spostano di notte, la loro dieta è varia, ma sono prevalentemente
vegetariani; si cibano di castagne, tuberi, ghiande, bulbi, frutti vari,
funghi, ma anche di larve e insetti o piccoli invertebrati, che trovano
scavando nel terreno. A causa della loro elevata
diffusione, purtroppo spesso invadono i coltivi, perché ghiotti di patate,
radici varie e frutta, provocando seri danni ai coltivatori al punto da
diventare, in alcune zone, un vero problema. Il loro ruolo ecologico è
comunque rilevante, poiché eliminano insetti
nocivi, è nemico della vipera, smuove il suolo nel bosco facilitando
l'interramento e la germogliazione dei semi.
Ricerche di
Mario Cosciotti