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LA CIVETTA


 

 

Famiglia: Athene Noctua

Ordine: Strigiformi

 

La Civetta comune (Athene noctua) vive principalmente nelle zone del mediterraneo e dell’Asia centrale; possiede una vasta gamma di richiami sonori, talvolta lugubri, e i piccoli richiamano i genitori addirittura fischiando. Nidifica ovunque, dagli anfratti rocciosi a buchi nei tronchi, ai ruderi. È lunga circa 20 cm e un’apertura alare di 50/58 cm con una testa grande e appiattita caratterizzata da un becco piccolo e ricurvo e due occhi grandi gialli di forma rotonda, mentre il suo piumaggio è bruno chiazzato di bianco. Le sue ali corte le consentono di volare velocemente ma tracciando solo traiettorie in linea retta, raggiunto il posto su cui fermarsi si rannicchia su se stessa, ma subito pronta a drizzarsi in caso di pericolo. Anche se fondamentalmente è un uccello notturno, è possibile vederla anche di giorno e non teme l’uomo e i suoi nemici sono fondamentalmente gli astori, sparvieri e le donnole; i primi la cacciano e se ne nutrono, mentre la seconda preferisce nutrirsi delle sue uova. Per quanto riguarda la sessualità la femmina è più grande del maschio e tendono a riprodursi nei mesi di aprile e maggio. La femmina depone le uova, di solito da 4 a 7, nelle buche delle rocce e degli alberi, sotto i mucchi di pietra, in tane di conigli e nelle mura di edifici in abbandono, queste sono bianche e di forma rotonda. I piccoli nascono dopo circa 28 giorni, e mentre cova la femmina non si allontana quasi mai dal nido, eccetto che per andare a caccia, anche se in genere è il maschio che procura il cibo. Dopo la nascita i piccoli diventano indipendenti dopo 65-80 giorni.

Come detto precedentemente, l'alba e il tramonto sono le ore preferite per la caccia, essa si nutre di topi, rettili, uccellini, pipistrelli, anfibi e grossi insetti. Appena ne vede uno gli piomba addosso quasi ad ali chiuse, lo afferra per una zampa, e poi torna al luogo da cui è partita. Quindi con la preda tra gli artigli, rimane tranquilla per qualche tempo prima di ucciderla a beccate, mentre se si tratta di un uccello, prima di mangiarlo gli toglie le penne e se è un quadrupede lo spella.

Di solito a Cappadocia possono essere viste anche di giorno all’entrata della grotta grande dei Beccapesci, oppure nella zona di Camporotondo nei pressi del pozzo della neve.

 

 

 

 

Ricerche di Stefano Tocci