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Il
Corniolo (Cornus mas
L.), in cappadociano i crugnali, appartiene
alla Famiglia delle Cornaceae.
Il
nome deriva dal greco kornus, corno, a
ricordare la levigatezza del legno e la sua resistenza. L'albero raggiunge
un'altezza di 7-8 m, ma assume spesso portamento più basso,
cespugliforme. I fiori sono gialli e molto piccoli 4-5 mm, sbocciano in
febbraio - marzo prima che compaiono le foglie,sono a
sepali separati, riuniti in ombrelle sessili circondate da 4 brattee in croce. I
frutti sono ovoidali, lunghi circa 2 cm di colore rosso,diventano più scuri a
maturazione verso settembre. Le foglie sono opposte e acuminate e presentano 3-5
paia di nervature incurvate verso l'apice da entrambi
i lati. Il legno di questo albero è assai apprezzato
per la durezza e per la bellezza delle venature, il fusto e i rami di questa
pianta erano impiegati per realizzare gli attrezzi agricoli che richiedono lunga
durata e notevole robustezza: ruote, aratri, erpici, doghe di botte, eccetera;
anche oggi artigiani e scultori ricercano il legno dei
Cornus per piccole sculture, bastoni d’ombrello o da
passeggio, oggetti decorativi, scatole intarsiate e via di seguito. Non solo la
resistenza e la durata fanno apprezzare il corniolo, ma anche la straordinaria
lucentezza del legno lavorato, che diventa liscio e setoso,
arricchito da sfumature e screziature ad anello o a nodo, che lo
rendono simile a una preziosa pietra dura o al corno
levigato di un animale esotico; Cresce in terreni sassosi, soprattutto su fondo
calcareo, specie in collina è una pianta molto longeva. I frutti adatti ad
essere consumati freschi, si usano anche per produrre bevande, liquori, dolci,
gelatine, salse, marmellate e in ricette gastronomiche. Si conservano sotto
alcol (come le ciliegie) e in salamoia (come le olive). Come
pianta medicinale per l'azione tonico-astringente dei frutti, contro enterite,
nella cura delle malattie della pelle, dei dolori articolari e dei
disturbi del metabolismo. Radici, corteccia e germogli
venivano impiegati per curare la febbre con azione analoga al legno di
china. In cosmesi la polpa viene usata come
astringente per pelli grasse o seborroiche. Il legno
si presta per realizzare oggetti di tornitura. I frutti sono molto ricercati
dalla fauna selvatica.
RICETTA:
Le
corniole in salamoia: sono una preparazione curiosa che trasforma questi frutti
in insolite, delicatissime «olive». Si procede in questo modo: si raccolgono le
corniole quando sono ancora un poco acerbe, si
lavano, si asciugano e si mettono in un liquido preparato con acqua e sale da
cucina in notevole quantità. Per stabilire quando la
salamoia ha raggiunto il giusto grado di salinità, basta immergervi un uovo
crudo; se galleggia, il composto è pronto per accogliere le corniole che devono
essere appena coperte dal liquido. Aggiungere qualche foglia
di alloro e un pizzico di semi di finocchio; chiudere
ermeticamente e lasciare in riposo in luogo buio per un mese. Ogni volta che si
tolgono le corniole dalla salamoia per mangiarle, passarle più volte sotto
l’acqua corrente.
Ricerche di Mario
Cosciotti
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