Loreto prepara, da bravo fuochista
la brace per
fare una griglia ben mista
di carne di
manzo, salsicce e castrato.
Che ognuno si abbuffi e che Dio sia lodato!
Arriva la carne da fare alla brace,
oppure al
caldaio, secondo a chi piace;
la legna non
manca, la fame nemmeno,
fra un po’
sentiremo lo stomaco pieno.
Con pepe, con sale, con salse ed odori
Loreto condisce ed esalta i sapori
di buone
bistecche, salsicce e braciole,
ma quelle che
vedi non sono le sole,
graticole grosse
ce n’erano un paio,
e c’era la
pecora dentro il caldaio,
con sale e con
pepe e con rosmarino,
e bene
innaffiata con olio e con vino.
Da
quest’altra parte si cuoce la pasta;
chè
solo la carne a questi non basta.
Per chiudere bene un’ottima estate
ci vuole un bel
piatto di penne rigate.
Gettata la pasta nell’acqua bollente
qualcuno c’ha un
dubbio: “sarà sufficiente?”
“ma certo, sicuro, c’è pure il prosciutto,
c’è pure il
formaggio coi vermi,... c’è tutto!”
Ed eccola
pronta, l’odore è invitante,
scolata da un
grosso caldaio fumante,
condita alla
svelta in un grande catino
con pepe,
pancetta e poi pecorino.
Ma ancora non
basta, sul fuoco rimasto
si getta altra
roba a concludere il pasto;
per fare il
finale di un pranzo coi fiocchi
si fanno alla
brace un po’ di “mazzocchi”.
Di fronte
a un cocomero rosso e rotondo
io dico che
questi non hanno più fondo.
Qui Stefano e Lello, da bravi compari
si
son sistemati così, a piedi pari.
Fiorillo è già pieno, la roba era molta;
Barabba ha finito, si ferma ed ascolta;
Gerardo gli esprime la grande goduria
Che prova mangiando una fetta di anguria.
Loreto con Stefano, ben soddisfatti,
Son già
preparati a raccogliere i piatti;
Gerardo però non è ancora satollo,
di quel ben di
Dio ne avrà fino al collo.
Si
gettan gli avanzi ed infine si spiccia,
qualcuno dà
fondo a una mezza salsiccia,
si scola quel
vino che gli era avanzato;
si fuma e si
parla del proprio passato.
Qualcuno racconta di quando bambino,
finita la
scuola, divenne “biscino”,
la vita che
fecero tanti ragazzi,
lontano da casa, tra pecore e stazzi.
Qualcuno ha ricordi di guerra e di fame
oppure di muli,
vetture e legname,
di quando decise
di fare il tassista,
restando nel
ramo trasporti, da autista.
è un vecchio
ricordo che ormai non lo lascia:
tornando al
paese, ricinge la fascia
del vecchio
mularo che mostra agli amici
la forza tenace
di salde radici.
Gerardo Rosci