Risalgo, con passo pesante,
scoscesi sentieri pietrosi;
ritrovo, sudato e ansimante,
i pini ed i larici ombrosi;
gli stessi di allora, cresciuti,
nel mentre la mia giovinezza
svaniva con gli anni, vissuti
lontano da tanta freschezza.
Respira, la vecchia pineta,
il vento che pettina i rami;
vagando, la mente si allieta
nei dolci ricordi e richiami;
ricordi celati tra gli aghi
caduti dai pini e bruniti,
destati da inutili, vaghi
pensieri di amori svaniti.
Il molle frusciare dei pini
riporta la voce del mare
ai fossili gusci marini
racchiusi nel duro calcare.
Gerardo Rosci
Poesia vincitrice del Premio
Cardinale Luigi Lavitrano nell’ambito del Premio Nazionale di Poesia
“Termopili d’Italia”.