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ALMANACCO di PaginaInizio.com

 

 






ASPETTO CHE MI METTI LA CAVEZZA


 

 

Nelle osterie di una volta spesso si assisteva a dialoghi canori  tra abili declamatori in ottava rima, più o meno come sta succedendo qui appresso:

 

 

Aspetto che mi metti la cavezza

 e mi riporti su per quei sentieri

 per ricordar la dolce giovinezza

 volata via, come se fosse ieri.

Un vecchio sogno sempre ci accarezza;

 lascia che per un  poco esso si avveri:

saltami in groppa, su, voliamo via

 sulle ali dolci della fantasia.

 


Amico mio, compagno della vita,

 noi due ormai non siamo più di moda;

la giovinezza che se n’è fuggita

 non la puoi trattenere per la coda.

Ben poco m’è rimasto tra le dita

 e seppur poco, è ben ch’io me lo goda,

ché l naturale volger degli eventi

 sta travolgendo muli e sentimenti.

 


No,  i sentimenti no, chi puo toccarli

  chiusi dentro di noi ben custoditi!? 

Neppure il tempo e,  tantomeno, i  tarli

 li renderanno fragili e sbiaditi.

 Questi amici non puoi dimenticarli;

 appena visti, noi ci siam capiti

 e ho rivissuto un’epoca felice

 sopra una bianca e splendida fattrice.

 


Per evitare il rischio della noia

 voglio restare in mezzo alla natura.

Le bestie sono sempre una pastoia

 ma non è questo che  mi fa paura.

Posso mostrare a questo mondo boia

 che il mulattiere c’ha la pelle dura;

e se la mia è piu forte di una scorza,

 ringrazio sempre Dio che mi da forza.

 


 

Gerardo Rosci

 



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