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Aspetto che mi metti la cavezza e mi riporti su per quei sentieri per ricordar la dolce giovinezza volata via, come se fosse ieri. Un vecchio sogno sempre ci accarezza; lascia che per un poco esso si avveri: saltami in groppa, su, voliamo via sulle ali dolci della fantasia.
Amico mio, compagno della vita, noi due ormai non siamo più di moda; la giovinezza che se n’è fuggita non la puoi trattenere per la coda. Ben poco m’è rimasto tra le dita e seppur poco, è ben ch’io me lo goda, ché l naturale volger degli eventi sta travolgendo muli e sentimenti.
No, i sentimenti no, chi può toccarli chiusi dentro di noi ben custoditi!? Neppure il tempo e, tanto meno, i tarli li renderanno fragili e sbiaditi. Questi amici non puoi dimenticarli; appena visti, noi ci siam capiti e ho rivissuto un’epoca felice sopra una bianca e splendida fattrice.
Per evitare il rischio della noia voglio restare in mezzo alla natura. Le bestie sono sempre una pastoia ma non è questo che mi fa paura. Posso mostrare a questo mondo boia che il mulattiere c’ha la pelle dura; e se la mia è più forte di una scorza, ringrazio sempre Dio che mi da forza.
Gerardo Rosci
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