La peonia è una pianta molto
decorativa, questa specie perenne a radici tuberose, presenta un fusto
flessuoso, semplice, alto fino a 70 cm, con foglie grandi, consistenti,
tripartite più volte, di color verde di sopra, più pallide e glauche di sotto;
di gradevole odore, il fiore compare tra maggio e giugno, quando canta il
cuculo ed è per questo che da noi si chiama il
fiore del cuculo.
I
fiori sono grandi (fino a 12 cm di diametro), solitari
all’estremità dei rami, costituiti di sepali verde-rossicci e di 5-8 petali
rosso brillante o rosa, sono facilmente caduchi se colti in piena
fioritura. Gli stami sono molto numerosi e gialli. I frutti sono verdi,
pelosetti, di forma allungata (follicoli) e
contengono semi dapprima rossi, poi neri a maturità. Questa specie è una delle
più belle e vistose della nostra flora, colpisce,
per il colore smagliante e per le dimensioni dei fiori.
La peonia vive specialmente nei boschi di latifoglie, nelle radure delle
faggete e tra gli arbusti, dal piano a 1.800 m d’
altitudine. E' molto ricercata, anche se con il trapianto debbono passare 3-4
anni per averla nuovamente in fioritura, una pianta erbacea perenne,
alta fino a 60 cm. Predilige i pendii montani rocciosi, dove si presenta in
piccoli gruppi. Il nome deriva dal medico greco Paeon,
che la impiegò per guarire una ferita di Plutone.
La peonia è una pianta velenosa se parti di essa
vengono ingerite. I sintomi consistono in nausea, vomito e dolori addominali,
congestione degli organi pelvici e debolezza. Può provocare l
’ aborto nelle donne gravide.
A Cappadocia è
visibile a maggio-giugno quando c’è la fioritura.
E’ proprio da questa che è possibile riconoscerla, anche se è molto rara e sta
quasi scomparendo allo stato spontaneo perché la raccolta dei fiori impedisce
la formazione dei semi e quindi la produzione di nuove piante. E' spesso
coltivata nei giardini, ove si preferiscono però specie esotiche e forme a
fiore doppio. PROTETTA in modo assoluto nella Regione Abruzzo.
Ricerche di
Mario Cosciotti