Il Picchio nero, il più grande dei picchi, è grosso come una cornacchia ed è
lungo quasi 50 cm ed ha una apertura alare che può raggiungere i 68 cm di
ampiezza. E' di un colore nero uniforme, eccetto una zona rossa che nel
maschio occupa tutta la sommità del capo mentre intorno agli occhi ha una
mascherina nera. Testa grossa con becco largo e
allungato, corpo tozzo, zampe corte con quattro dita munite di unghie robuste,
groppone giallo verdastro, dorso verde-oliva, ali verde più scuro. Il
picchio nero è allegro, timido, agile e robusto, balza sempre e percorre in
brevissimo tempo tutto il suo dominio. Nel volo è più lento degli altri
picchi, ma può percorrere in una volta sola oltre due chilometri. Sul terreno
si trova a disagio e si limita a saltellare stentatamente, comunque resta il
migliore arrampicatore tra tutti i picchi italiani, ed eccelle nell'arte di
martellare con il becco la corteccia degli alberi. Vive in gran parte anche
nelle zone degli Appennini Centrali. A Cappadocia vive un importante
popolazione di picchio nero e questo si deduce dai numerosi fori ben in vista,
fatti sui tronchi secchi che si trovano in mezzo ai nostri boschi di
faggio. Abita foreste estese e deserte, ricche d'alberi d’alto fusto, e si
spinge sino ad un'altitudine di quasi 1700 metri. Proprio a causa della sua
predilezione per i boschi d’alto fusto la sua esistenza è messa in pericolo
dal taglio indiscriminato di queste antiche foreste. Il Picchio nero incide i
tronchi con eclatanti fori, di dimensioni di circa 10 cm. che permettono una
volta abbandonati dal proprietario di accettare dei clandestini. Il nido viene
scavato, ai primi di aprile, in genere su vecchi alberi imputriditi, utilizza
le zampe puntellandosi con la coda per spostarsi lungo il tronco,
talora a grande altezza dal suolo, ed alla sua realizzazione sono impegnati in
eguale misura sia il maschio sia la femmina (su di un faggio possono impiegare
anche 25 giorni). Verso la fine di aprile la femmina depone da 3 a 5 uova
molto lisce e di color bianco lucido. Dopo
un’incubazione di circa 15 - 19 gg. nascono i piccoli; l'involo si ha dopo una
ventina di giorni, ma la completa indipendenza si ha dopo 35 giorni dalla
schiusa. I piccoli vengono allevati da entrambi i genitori e restano
nel nido fino a che non sanno volare. Il picchio nero è ghiotto di larve di
formiche, di vespe e d’insetti, quali i coleotteri, martella continuamente con
il becco per scovarli frugando tra le cortecce degli alberi. Per catturare le
formiche si serve della lingua, essa munita di
rostri, è assai efficiente per raccogliere le larve degli insetti che vivono
nel legno. In autunno si nutre anche di bacche e ghiande che accumula nel
nido.
Ricerche di
Mario Cosciotti