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VERRECCHIE: CHIESA DI S.EGIDIO ABATE


 

NUOVE RISORSE FANNO TORNARE LA CHIESA DI SANT'EGIDIO

AL SUO ANTICO SPLENDORE 

L’Amministrazione del Comune di Cappadocia è lieta di annunciare che è stato deliberato uno stanziamento pari a 130.206 euro per il consolidamento e il completamento del restauro della Chiesa di Sant’Egidio Abate di Verrecchie, frazione di Cappadocia (AQ), iniziato oltre dieci anni fa.

«Molteplici sono state in passato le sollecitazioni inoltrate dall’Amministrazione comunale al ministero per i Beni e le attività culturali - dichiara Bruno Murzilli, sindaco di Cappadocia – per il completamento dei lavori di restauro dell’antica Chiesa di Sant’Egidio Abate. Ma a favorire un esito positivo, è stato l’efficace impegno preso dall’onorevole Marco Marsilio, componente della Commissione bilancio, tesoro e programmazione della Camera dei Deputati, grazie al quale si è giunti all’erogazione del finanziamento. Ora, grazie a questo nuovo stanziamento, sarà finalmente possibile terminare il progetto di recupero di questo monumento storico-religioso, restituendo così ai cittadini del territorio, ma in realtà a tutta l’Italia, uno dei patrimoni monumentali più belli della Marsica».

Il nuovo stanziamento - come stabilito dalla legge 20 maggio 1985 n. 222 - è frutto della ripartizione della quota dell’otto per mille del gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, sulla base delle dichiarazioni annuali. Tale quota viene destinata a scopi di interesse sociale a diretta gestione statale e a scopi religiosi a diretta gestione della Chiesa cattolica. Oltre agli interventi per calamità naturali o per la fame nel mondo, tale legge prevede che le quote utilizzate dallo Stato, vengano destinate anche alla conservazione dei beni culturali. Ed ecco quindi la ragione del nuovo finanziamento che andrà a completare il restauro della antica Chiesa iniziato prima del 2000 e svoltosi finora a tappe, attraverso diversi interventi. Vediamo quali.

«Nei diversi interventi svolti in passato, sono state rimontate le parti crollate, - spiega l’architetto Antonello Garofalo, progettista e direttore dei lavori sin dall’inizio dell’opera di restauro - consolidate le coperture, le murature e si è ripristinata la pavimentazione mancante in molti punti della chiesa. Un altro importante intervento di restauro è stato indirizzato verso gli affreschi, realizzati all’interno della parte absidale della Chiesa».

Ma i lavori all’interno della chiesa di Sant’Egidio svelano anche una singolare sorpresa: «In prossimità dell’abside della basilica, - aggiunge il direttore dei lavori - in una stanza sotterranea, sono state ritrovate anche molte ossa umane». Portate lì chissà quando e chissà da chi. 

 

 

Cenni storici: La Chiesa di Sant’Egidio Abate è situata nella parte alta e più antica del paese. La Chiesa risale al XII sec. e probabilmente fu costruita da monaci dell’ordine dei Cistercensi, proprio negli anni in cui  sorgeva il borgo. Insieme a quella dedicata a S. Antonio, di cui si ignora la collocazione, è indicata nella Bolla di Clemente III del 31 maggio 1188. Nel corso degli anni tale chiesa ha subìto varie modifiche, diversi infatti sono gli stili che la caratterizzano: si va dal gotico, al romanico, al barocco. All’interno della stessa è possibile, inoltre, intravedere resti di affreschi, raffiguranti alcuni santi, realizzati con tutta probabilità dagli stessi monaci che abitavano al suo interno. Il campanile contiene, inoltre, quattro campane, una delle quali porta la data del 1525. Secondo la tradizione popolare si tratta della campana che gli abitanti di Morbano portarono a Verrecchie, dove si rifugiarono dopo la distruzione del loro paese.

Prima del restauro (foto di Saverio Cupellini)

 

 

 

 

12 febbraio 2011

Per ulteriori informazioni: Comune di Cappadocia, Ufficio Tecnico tel. 0863.670117