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Sembra che siano un migliaio le coppie di sparviere
che nidificano in Italia, nel folto di boschi sparsi un pò ovunque nella
penisola. Questo piccolo rapace diurno, sebbene sia abbastanza comune, si
osserva in genere solo di sfuggita perché vola basso tra i rami. Le sue
abitudini sono per molti versi simili a quelle dell'astore. Lo sparviere è molto
legato alla foresta, che deve essere preferibilmente estesa, giovane e folta.
L'altitudine ha minore importanza. Per il nido, che la coppia ricostruisce ogni
anno sempre nella stessa zona, vengono preferite le conifere più alte.
Il nido si trova al centro del territorio del
maschio, che la femmina raggiunge solo in primavera per la riproduzione,
la femmina depone 4-6 uova in un nido costruito sui rami di piante molto alte.
Il maschio procura il cibo sia per lei che per i piccoli.
Le zone di caccia possono però trovarsi anche a una
certa distanza e spesso comprendono zone aperte e prive di alberi. Le prede
dello sparviere sono altri uccelli, come passere, fringuelli, merli, tordi
bottacci e storni, fino alle dimensioni di un piccione. Ma non ha grandi
preferenze e si accontenta di qualsiasi uccello capiti a tiro. La cattura
avviene con una breve picchiata, al termine della quale la vittima viene uccisa
con gli artigli.
I piccoli sparvieri nascono tra giugno e luglio, in
coincidenza con il momento i cui i giovani passeri formi, appena diventati
indipendenti ma ancora inesperti, sono più facili da catturare. Le popolazioni
di sparvieri subirono molti danni negli anni Cinquanta e Sessanta ad opera del
DDT, insetticida che riduce lo spessore del guscio delle uova, provocandone la
schiusa prematura. Negli ultimi anni gli sparvieri sono in ripresa, ma rimangono
vulnerabili ai pesticidi e funghicidi usati in agricoltura.
Ricerche di Mario
Cosciotti
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