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Un sentiero
nascosto mi conduce
all’ombra tua, mio caro e vecchio amico
che tendi al cielo, a guadagnar la luce,
nodosi rami dal tuo tronco antico.
Ci ritroviamo
qui; la scure ingorda
ti ha risparmiato, forse per pietà,
quasi un gentile omaggio a chi ricorda,
i tempi belli di una verde età.
Tu, prima che
l’autunno premuroso
colori, col suo giallo, le tue foglie,
già pronto all’avventura dell’inverno,
schiudi ancora i tuoi ricci e, generoso,
porgi frutti che, oramai, nessuno coglie;
gigante buono, tu mi appari eterno.
Gerardo Rosci
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